Apre Colucci, poi sale in cattedra Elpidio: l'Okasa Falconara batte 4-0 il Molfetta
Poker di reti dell’Okasa Falconara sul Molfetta, ma il tardo pomeriggio domenicale del Badiali è stato tutt’altro che avaro di emozioni.
Con le solite assenze sul groppone, Miss Giulia Domenichetti mette in quintetto l’acciaccata Nancy Loth: l’olandese stringe i denti, giocando anche una buona partita.
Come capitato in altre circostanze, l’Okasa gioca un bel primo tempo, ma capitalizza pochissimo, complice la solita collezione di legni auto-inverno: ben 6 con Balardin, Pereira e Loth doppiopaliste. L’unica rete è di Carola Colucci, lesta a correggere in rete uno schema da palla inattiva concluso da Aline Elpidio. 1-0 al 6’.
Così finisce la prima frazione con le ospiti pericolose con le incursioni di Caballero e capitan Errico, poco lucide almeno della battuta a rete di fronte a Carturan.
Quel che cambia rispetto ad altre volte è l’approccio delle citizens dopo l’intervallo: Aline Elpidio spedisce in buca d’angolo il pallone del raddoppio. 2-0 al 21’.
Poi l’episodio che segna il pomeriggio del palas: Ylenia Caballero, nel tentativo di recuperare la posizione correndo di spalle, abbatte involontariamente con una testata Isa Pereira. L’impatto è durissimo. Chi ha la meglio è la numero 10 biancorossa che si rialza per prima dopo diversi minuti, ci vuole ancora altro tempo per vedere in piedi la portoghese. A fine serata saranno tre punti di sutura per entrambe.
L’Okasa, e tutto il Pala Badiali, senza la sua capitano di giornata e simbolo per antonomasia, va sotto shock e il Molfetta, che sale col quinto di movimento, inizia a crederci.
Non ci sono più occasioni per le citizens, le pugliesi esercitano una pressione costante, senza essere mai pericolose.
La partita di fatto si chiude quando dal tunnel sbuca fuori Isa Pereira, salutata dall’ovazione del Pala Badiali. L’Amazzone di Povoa, pur avendo perso molto sangue con un vistoso bendaggio in testa, chiede di rientrare. Giulia Domenichetti la accontenta, pur lasciando la preziosissima Georgia Balardin nel ruolo di centrale.
Come se Popeye avesse mangiato gli spinaci, con Isa in campo seppur frastornata la pressione dell’Okasa sulla superiorità numerica avversaria si fa più feroce. Così Aline Elpidio può rubare palle e depositare in rete con il suo piattino delicato da metà campo. 3-0 al 27’.
E poi mettere la ciliegina sulla torta con un diagonale mortifero a 50’ secondi dal termine. L’assist? Isa Pereira, la donna coraggio venuta da Povoa du Varzim. 4-0, lo score finale.
Ci si permetta di concludere questo articolo con un omaggio ad Aline Elpidio, classe 1991 da San Paolo, Brasile.
Arrivata nell’estate del 2023 in punta di piedi, il suo curriculum in due stagioni e tre quarti con la maglia col falco nel cuore recita 77 partite e 72 reti, quinta marcatrice falchetta all time.
Se hai Aline in squadra, parti da un gol di vantaggio.
Un giorno, quando se ne andrà, fuori nel piazzale del Palasport Badiali le faranno una statua.
Con le braccia larghe, l’11 sulla schiena, il sorriso dolce e gli occhi chiusi.
Come se fosse il Cristo Redentore sul Corcovado.
La gente, la sua gente, le canterà ancora “Salta con noi, Aline Elpidio”.
Sperando che vinca di nuovo la sua timidezza. E muova ancora i polpastrelli della mano verso l’alto.
Come quella notte, la notte delle notti, a Pescara.
Quando, davanti ad un muro di persone venute da Falconara, bussò alle porte della storia e le aprì la leggenda.
Ufficio Stampa Okasa Falconara
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