Cus Molise, Oliveira e la seconda pelle rossoblù: "Mi sono sentito accolto nel migliore dei modi"
Gratitudine e voglia di continuare a dare tutto per i colori rossoblù. Vinicius Oliveira portiere classe 2002 ha rinnovato per altri tre anni con la Laborvetro Cln Cus Molise. Una conferma importante dal punto di vista tecnico ma anche umano per un atleta e un ragazzo che nel capoluogo di regione è diventato grande. Campobasso e il Molise sono diventati casa e negli anni a venire il talentuoso estremo difensore è pronto a scrivere altre pagine importanti della sua carriera a tinte rossoblù. Nell’ultima stagione si è fatto apprezzare per interventi importanti trai i pali ‘abbassando la saracinesca’ ma ha saputo mettersi in mostra anche in fase realizzativa con otto marcature segno della sua grande qualità e duttilità.
Sei arrivato a Campobasso che non eri ancora maggiorenne. Oggi sei praticamente molisano d'adozione. Cosa ti senti di dire?
“Devo solo dire grazie! Sono arrivato a Campobasso che ero un ragazzo pieno di sogni, oggi mi ritrovo un altro ragazzo, cresciuto insieme a questa città. A Campobasso mi sono sentito accolto nel migliore dei modi da parte di tutti non solo come atleta. Ormai il rossoblù non è solo il colore della maglia ma la mia seconda pelle”.
Sport e studio vanno di pari passo. Sei anche studente all'Unimol dove frequenti la facoltà di Scienze Motorie. Come si coniugano le due cose?
“Non è facile ma è una questione di disciplina e organizzazione. Sono sicuro che con la laurea mi ritroverò anche qualcosa in più nel futuro”.
Altri tre anni di contratto per te. Sei ormai una bandiera di questa società e di questa squadra. Quale il ricordo più bello di questi anni?
“Sì, altri tre anni di impegno con questa società. L’ho fatto con il cuore. Di ricordi ce ne sono tanti, ma se devo sceglierne uno sicuramente la promozione in A2 Élite. È stato un anno non semplice per me culminato con la gioia a fine stagione. È stato bellissimo”.
In questi anni hai attraversato anche momenti difficili legati agli infortuni ma sei tornato più forte di prima. Società, staff tecnico e squadra sono stati sempre al tuo fianco.
“Senza di loro non sarei qui. Quando ti fai male il mondo ti crolla addosso e non sai cosa fare. Ma la società mi ha fatto sentire importante anche quando non potevo scendere in campo. Se sono tornato ‘più forte’, è perché non sono mai stato lasciato solo”.
Nell'ultima stagione sei stato protagonista di grandi interventi ma ti sei messo in mostra anche in fase realizzativa. Un ulteriore passo avanti nella tua crescita tecnica. Sei d'accordo?
“Assolutamente sì. Il ruolo del portiere nel calcio a 5 moderno è cambiato: non dobbiamo solo parare, ma essere i primi registi della squadra. Segnare è un’emozione particolare, un aiuto in più che cerco di dare ai compagni, ma il mio obiettivo primario resta la crescita nella lettura del gioco e nella gestione della difesa. Non si finisce mai di imparare”.
La Laborvetro Cln Cus Molise si appresta a vivere il suo quarto anno in Serie A2 Élite. Dove si potrà arrivare dopo la salvezza conquistata nella passata stagione?
“L’obiettivo è sempre alzare l’asticella. La salvezza dell’anno scorso è stata una base solida su cui costruire. Quest'anno vogliamo essere la "mina vagante" del campionato: umili contro chiunque, ma senza paura di nessuno. Vogliamo divertirci e far divertire il nostro pubblico, cercando di piazzarci il più in alto possibile”.
Ufficio Stampa Laborvetro Cln Cus Molise
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