CMB, una sconfitta senza drammi. Rocco Auletta: "Orgoglioso delle mie ragazze"
CMB-Falconara 1-2. Una sconfitta che fa rumore soltanto per il risultato, ma che non scalfisce le certezze di Dibiase e socie. Ad un anno solare di distanza dall’ultima battuta d’arresto, la formazione lucana conosce nuovamente il sapore della sconfitta, cedendo al Falconara nella prima gara casalinga della stagione, disputata però lontano dalle mura del PalaSaponara. Un risultato che il presidente Rocco Auletta accoglie con equilibrio, riconoscendo innanzitutto i meriti delle avversarie, ma anche guardando con fiducia al percorso della propria squadra. Una sconfitta che, soprattutto, non cambia le certezze del CMB.
"Faccio i complimenti al Falconara, la solita squadra gagliarda, aggressiva, tignosa", sottolinea Auletta, che invita però a leggere la partita nella sua interezza. "Al di là di alcune ripartenze, infatti, abbiamo mantenuto a lungo il controllo territoriale, trovandoci spesso a giocare nella metà campo avversaria. Abbiamo avuto una prestazione convincente e, per quello che abbiamo espresso in campo, il risultato avrebbe potuto essere diverso".
Tra i protagonisti, ancora una volta, Ana Sestari. "Ana è stata come sempre sugli scudi, infatti le ho fatto i complimenti di persona, ed ha dato il suo enorme contributo. Ma quello che mi preme maggiormente è fare i complimenti alle mie ragazze. Hanno disputato la solita signora partita".
Una prestazione arrivata in un momento particolare, considerando le difficoltà incontrate in questa fase iniziale. "Assolutamente. Abbiamo iniziato la preparazione in ritardo, abbiamo cambiato palazzetto e siamo ancora in una fase di ripresa che possiamo considerare in progress. Nonostante tutto, le ragazze hanno dato tutto quello che in questo momento potevano dare, sia dal punto di vista fisico sia sotto il profilo del gioco. Quello che si poteva fare, considerando anche la difesa ad oltranza delle nostre avversarie, lo abbiamo fatto".La soddisfazione resta quindi, al di là del risultato. "Ho visto una squadra che non si è risparmiata. Questo per me conta tantissimo. Non posso rimproverare nulla alle ragazze. Hanno messo in campo tutto quello che avevano e hanno provato fino alla fine a trovare una soluzione".
Questa sconfitta, dunque, non viene vissuta come una battuta d'arresto capace di mettere in discussione il progetto. Al contrario, può persino rappresentare un passaggio utile per liberare la squadra da una pressione che, dopo un anno senza sconfitte, era diventata inevitabile. "Ci siamo finalmente tolti questo peso, non ci sarà più bisogno di chiedersi se siamo umani o non lo siamo. Siamo umanissimi e per questo perdere una partita non è visto come una tragedia, ma come una parte del percorso". Nessun dramma e nessuna pressione. "Andiamo avanti con serenità totale, cercando di raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati. Il campionato è appena iniziato e abbiamo davanti ancora tantissime partite. La squadra sta lavorando bene ed è una squadra forte, che vuole dimostrare ancora una volta il proprio valore mettendo in campo tutto ciò che ha".
E' come l'orgoglio di un padre verso le proprie figlie. "Devono sapere che hanno il mio sostegno e che una partita persa non cambia assolutamente la considerazione che ho di loro. Anzi, dopo una prestazione del genere posso solo essere orgoglioso. Hanno dato tutto e questo è ciò che conta. Il risultato fa parte dello sport, mentre l'impegno, la voglia e la capacità di reagire sono ciò che ci permetteranno di costruire il nostro percorso".
Foto: Aurora Quarto
Federica Lattanzio
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